CINQUE CONSIGLI
CHE SEMPLIFICANO
LA VITA

di Alain de Botton (School of Life)

Traduzione di Andrea Sparacino per internazionale.it

bootstrap themes

1. Meno persone, meno impegni.

In teoria è un privilegio avere molti amici da vedere e tante cose da fare. Ma dal punto di vista psicologico è anche sfiancante e potenzialmente pericoloso. L'espressione è un po' vecchia e brutale, e magari qualcuno avrà da ridire sulla datazione, ma una tesi di Nietzsche è ancora attuale: "Oggi, come sempre, gli uomini si dividono in due categorie: gli schiavi e gli uomini liberi. Chiunque non abbia a disposizione per se stesso due terzi della sua giornata è uno schiavo, a prescindere da quale sia la sua occupazione: politico, uomo d'affari, funzionario, studioso."

Ammettiamolo, tutto ciò che è fisicamente possibile fare in una giornata non è sempre plausibile e saggio. Visitare una capitale straniera in un giorno e gestire una società mentre sbrighiamo le faccende di casa, sarà anche fattibile ma non dobbiamo sorprenderci se una simile routine ci porta al crollo nervoso.

Meno persone, meno impegni

2. Dormire.

In abbondanza, naturalmente. Almeno sette ore. Se proprio non è possibile, almeno dovremmo ammettere di avere una carenza di sonno e non aggravare le nostre sofferenze cercando una giustificazione astrusa. Non c'è bisogno di divorziare, cambiare lavoro o trasferirsi all'estero. Probabilmente basterebbe un po' di riposo.

Dormire

3. Media.

Ciò che immagazziniamo armeggiando con i nostri telefoni è forse la principale causa della nostra cattiva salute mentale. Per gran parte della storia non era concepibile che ci fosse un eccesso di notizie. Le informazioni dai circoli politici e dai paesi stranieri erano rare e costose. Ma dalla metà del ventesimo secolo le notizie sono diventate un prodotto di massa e anche un grande rischio per la nostra sopravvivenza mentale, anche se molti continuano a ignorarlo. Ogni minuto di ogni giornata è pieno di occasioni per riempire il nostro cervello di manie, crimini, disastri, conflitti, ambizioni, trionfi, follia e cataclismi vissuti da estranei dall'altra parte del pianeta.

I giornali martellano sulla necessità di sapere e di sapere subito, ma sorvolano sulla necessità, altrettanto grande, di non sapere: perché non possiamo cambiare le cose, perché le storie sono troppo violente e sconfortanti, perché la nostra mente è fragile, perché abbiamo responsabilità nei confronti di ciò che è più vicino, perché dobbiamo vivere la nostra vita anziché farci devastare dal racconto delle vite di altri, che per noi sono lontane e irrilevanti quanto la popolazione della corte egiziana di re Snefru nel 2613 avanti Cristo.

Media

4. Pensare.

L'insonnia e l'ansia sono la rivincita della mente per tutti i pensieri che rifiutiamo di avere durante la giornata. Per riuscire a riposare dobbiamo ritagliarci un po' di tempo in cui non abbiamo altro da fare se non starcene distesi a letto con carta e penna a riflettere. Soprattutto dobbiamo considerare tre argomenti: Primo: cosa mi rende nervoso? Secondo: cosa mi fa provare dolore e in che modo? Terzo: cosa mi emoziona?
Abbiamo bisogno di navigare tra i contenuti caotici della nostra mente. Ogni ora di vita ha bisogno di almeno 10 minuti di riflessione.

Pensare

5. Aspettative.

Naturalmente sarebbe bello essere straordinari, famosi e invincibili, ma forse è ancora più difficile essere sani e gentili. Magari è meglio lasciare perdere la conquista del mondo a favore di una vita più lunga e serena. Questo non significa evitare la sfida, ma semplicemente cambiare il concetto di sfida e soprattutto di ricompensa. Una vita tranquilla non è per forza una vita di rassegnazione, ma potrebbe significare la saggia ammissione che una vita appagante è possibile lontano dai riflettori e dalla grande città, con uno stipendio modesto e il più lontano possibile dalla selvaggia competizione professionale. In definitiva l'eccitazione è divertente, per un breve periodo. Ma rischia anche di ucciderci. La semplicità è la vera saggezza. Abbiamo bisogno di qualche pisolino in più.

Aspettative
Diego Chillo

Credits

Trascrizione testo: D.C.